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Newsletter n.11 - Intervista

Intervista alla Dott.ssa Paola Solari, Funzionario AP presso Regione Liguria, Settore VIA e Sviluppo sostenibile.

 

1. A margine del Primo Seminario Regionale di Genova, quali sono secondo lei le opportunità offerte dalla Linea di Intervento LQS del Progetto Mettiamoci in Riga, per le amministrazioni regionali?

Penso che sia un’ottima occasione, non solo con riferimento all’opportunità per le strutture regionali di replicare esperienze che si sono rivelate efficaci, ma anche di crescita personale per i colleghi che riusciremo a coinvolgere in questa iniziativa. Io stessa partecipando al kick off meeting a Roma e poi al seminario tenutosi a Genova, ho avuto modo di apprezzare sia gli elevati contenuti progettuali e gestionali che il notevole valore tecnico-scientifico di molte delle buone pratiche illustrate. Il lavoro amministrativo ci induce troppo spesso a “dimenticare” le nostre competenze e capacità tecniche, e spero che la partecipazione all’iniziativa possa essere occasione per valorizzarle, crescendo anche culturalmente, a vantaggio di un’azione della PA sempre più efficiente ed efficace, a tutela dell’ambiente e della qualità della vita in senso lato.

2. La pubblica amministrazione, a diversi livelli (locale, regionale, centrale) è chiamata ad avere un ruolo centrale nella tutela dell’ambiente e del clima, come rafforzare i processi di governance per rispondere alle sfide climatico- ambientali?

Credo che oggi più che mai si debba insistere nell’azione informativa-formativa e di sensibilizzazione su questi temi: purtroppo si tendono a dare per raggiunti alcuni obiettivi, quando in realtà prendiamo per concreti dei risultati solo formali. Mi riferisco al fatto che troppo spesso i temi della tutela dell’ambiente e della sostenibilità dello sviluppo, proprio per la loro trasversalità e strategicità, tendono a “svaporare” e a risolversi in soluzioni di immagine.

Faccio un esempio: qualche giorno fa ho partecipato al Comitato di Sorveglianza del POR Liguria FESR 2014-2020, durante il quale più di un rappresentante delle categorie produttive ha manifestato preoccupazione sul fatto che nella prossima programmazione i finanziamenti per l’ambiente limitino quelli alle imprese. Faccio presente che la componente ambientale del POR attuale si concentra soprattutto nel settore dell’efficientamento energetico e della difesa suolo, Asse all’interno del quale sono finanziati interventi puntuali di messa in sicurezza e non vere azioni strategiche di riorganizzazione e ridisegno del territorio per aumentarne la resilienza. Sarebbe auspicabile che nel prossimo ciclo temi quali la green economy (anche legata al GPP), la circular economy, l’adattamento al cambiamento climatico diventassero componente strutturale delle misure di finanziamento, in quanto costituiscono uno strumento imprescindibile per incrementare la competitività del tessuto produttivo e socio-economico ligure.

Se però gli stessi vertici amministrativi nel 2019 continuano a considerare la tutela dell’ambiente un onere e non una risorsa (se non una necessità), è difficile che ciò possa avvenire. Come autorità ambientale regionale abbiamo chiesto di essere coinvolti fin da ora nei tavoli di concertazione per la programmazione 2021-2027. Credo però che sarebbe necessaria un’azione formativa di più ampio respiro, e la presenza del Ministero con le proprie iniziative di affiancamento e potenziamento della governance, che richiedono una maggior apertura verso le altre regioni e al confronto, possa costituire un utile strumento in tal senso.

3. Condividere buone pratiche è sinonimo di partecipazione nell’utilizzo di metodi, tecniche e modelli già sperimentati con successo. Quali potrebbero essere le azioni per una corretta valorizzazione del patrimonio di buone pratiche ambientali e climatiche esistenti in Italia?

Credo che il consolidamento, se non addirittura l’istituzionalizzazione (ma non saprei suggerirne la forma) delle relazioni che il Ministero sta creando grazie alle iniziative dei PON Governance, anche oltre la durata degli stessi, possa essere uno strumento fondamentale per consentire l’effettiva valorizzazione di tale patrimonio. La mancanza di continuità spesso impedisce la positiva conclusione di iniziative intraprese con successo; la debolezza organizzativa e strutturale fanno troppo spesso dipendere l’avanzamento delle attività dalla buona volontà del singolo. Penso che la possibilità di  far parte di una rete di soggetti a scala nazionale, e avere a riferimento un sistema di valori più ampio e condiviso fra le regioni, sarebbe d’aiuto in termini di sensibilizzazione e motivazione, anche politica, a livello locale.

4. Ha qualche esempio di successo della Regione Liguria in campo climatico-ambientale che intende condividere con le altre amministrazioni regionali?

La Regione Liguria investe molto, date le criticità indotte dalla forte antropizzazione della linea di costa e dei fondovalle, e le necessità contingenti che ne derivano, per il continuo miglioramento della strategia regionale di prevenzione del rischio meteo idrogeologico e idraulico, sviluppando la filiera di previsione e monitoraggio per la gestione del rischio alluvionale. ARPAL gestisce il Centro Funzionale regionale in raccordo con il settore Protezione civile della Regione. Si tratta di un sistema in continuo aggiornamento che ormai esplica pienamente e efficacemente le proprie funzioni. Speriamo che l’attenzione dalla gestione delle emergenze si traduca sempre più in una maggiore sensibilità nella gestione del territorio e in un approccio che traguardi l’obiettivo strategico di ridurre gli elementi esposti al rischio non solo con opere di messa in sicurezza ma anche lasciando libere le aree su cui i fenomeni si concentrano.