Newsletter n.3 - L'intervista
Riserve naturali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati: apprendere e trasferire buone pratiche per far bene all’ambiente.
Intervista ad Agostino Brusco, Direttore dell'Ente Gestore delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Fiume Crati
Nella Riserva del Lago Tarsia si sperimenterà l’adattamento e il trasferimento di una buona pratica, quella realizzata con il progetto LIFE ARUPA. Cosa può significare per la Riserva partecipare al programma di trasferimento delle buone pratiche?
Per la Riserva rappresenta un’importante occasione di confronto, di supporto nell’azione di replicabilità e, anche, un’opportunità per far conoscere una delle aree umide tra le più interessanti della Calabria. Promuovere ed avviare interventi prioritari per la tutela di specie ed habitat partendo da esperienze già maturate, da difficoltà riscontrate e da problematiche affrontate e risolte, non può non facilitare il lavoro e favorire la creazione di rete.
Il percorso realizzato, attraverso il PAC PON GAT, ha rappresentato uno stimolo per promuovere progetti innovativi e rafforzare il ruolo della Riserva?
Certamente sì, grazie a questo percorso abbiamo potuto concretizzare alcune idee progettuali che l’Ente Riserve aveva nella programmazione come “interventi prioritari”. Il programma PAC PON GAT ha favorito ed accelerato il percorso attuativo. Per questo ritengo doveroso ringraziare il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria e la Direzione per lo Sviluppo sostenibile del MATTM che hanno consentito di poter avviare una parte di interventi nella Riserva del Lago Tarsia.
Trasferibilità di un progetto significa creare opportunità utilizzando buone pratiche ed esperienze consolidate. Quali aspetti in particolare ritiene che siano più di interesse del progetto ARUPA?
Il progetto ARUPA, che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare, anche attraverso le giornate di studio, tenute nel Parco regionale della Murgia Materana, è un percorso abbastanza ampio che ha attuato interventi di tutela, conservazione, informazione su un numero di specie di fauna, di flora e di habitat tipici di quel territorio. Alcuni di questi interventi e, in particolare, quelli relativi alla conservazione di alcune specie di erpetofauna, come l’ululone appenninico (Bombina pachypus), hanno suscitato sin da subito l’interesse delle Riserve naturali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, ravvedendo l’opportunità di poter replicare un’azione progettuale “prioritaria” per la Riserva Lago di Tarsia.
Il catalogo delle buone pratiche della Piattaforma delle conoscenze è molto ampio, con molti progetti realizzati a tutela della biodiversità. In prospettiva ritiene che sarà utile proseguire con questo approccio, favorendo la conoscenza e la condivisione di esperienze realizzate?
Certamente sì. Rappresenta un utile strumento di conoscenza per coloro i quali vogliono replicare interventi in situazioni analoghe. La messa in rete di esperienze già realizzate, oltre a consolidare i rapporti di conoscenza tra Enti e Istituzioni, consente di disporre già a priore di una valutazione di fattibilità dell’idea progettuale e, quindi, della sua replicabilità.