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Sì del Senato alla legge contro gli sprechi alimentari

3 Agosto - L’Italia si è dotata di una legge contro lo spreco alimentare. I punti cardine della normativa,  passata al vaglio del Senato della Repubblica il 2 agosto scorso, sono il contrasto allo spreco, la valorizzazione delle eccedenze, gli  incentivi per chi dona i prodotti non utilizzati e la semplificazione burocratica dell’intero processo. La legge riveste un ruolo fondamentale sia dal punto di vista etico, che ambientale ed economico. La FAO ha stimato che ogni anno vengono sprecate 1,3 miliardi  di tonnellate di cibo sufficiente per sfamare l’intera popolazione mondiale. In Italia la quota pro capite di alimenti che prendono la via della discarica è pari a 146 Kg con una perdita economica netta di 8,4 miliardi cui devono essere aggiunti i costi ambientali in termini di energia e acqua utilizzate per la produzione e la trasformazione, i costi dei trasporti, degli imballaggi, dello stoccaggio ecc..
Ogni anno nel nostro Paese,  lungo la filiera produttiva, si perdono 520 milioni di metri cubi d'acqua (dati 2012) per produrre alimenti inutilizzati e vengono prodotti 24,5 milioni di tonnellate di biossido di carbonio, il 20%  dei quali per il trasporto.
I dieci articoli della legge appena approvata rappresentano un primo, importante passo per cambiare questo scenario.
I prodotti inutilizzati dovranno essere donati secondo un ordine di priorità che va dalla prevenzione,  alla destinazione per l’alimentazione umana e, in seconda battuta animale, all’utilizzo come compost per la coltivazione dei campi o per la produzione energetica. A partire dal 2017, ai produttori e ai distributori di alimenti sarà riconosciuto un credito di imposta pari al 20% del valore dei beni donati e finalizzati al consumo umano. Sarà pari, invece, al 140% del costo sostenuto per l'acquisto e l'installazione di sistemi di vendita senza imballaggio il credito di imposta riconosciuto ai venditori al dettaglio che usufruiranno anche di un ulteriore credito pari al  5% del valore dei beni venduti con tali sistemi.  All’articolo 2 della legge sono previste attività didattiche per le scuole dell’obbligo e di formazione rivolte al personale delle aziende produttrici e distributrici per la prevenzione degli sprechi alimentari.